FRANCESCO E IL SULTANO

Francesco e il Sultano

di Angela Demattè

con Gabriele Parrillo, Hossein Taheri, Hal Yamanouchi

regia Andrea Chiodi

aiuto regia Vittorio Bizzi e Ugo Fiore

costumi Matteo Patrucco

musiche Ferdinando Baroffio

produzione Teatro de Gli Incamminati

Medio Oriente. Oggi. Un rifugio segreto. Un uomo europeo rapito da un gruppo di terroristi islamici, un giornalista andato in Terrasanta per realizzare un docufilm sul primo dialogo interreligioso della Storia: quello tra San Francesco d’Assisi e il sultano Malik Al-Kamil. Una piccola telecamera lo riprende mentre i suoi pensieri ripercorrono le interviste del giorno prima: sarà proprio la memoria dei colloqui col francescano ad aprire inaspettatamente la relazione con il terrorista che lo tiene segregato. Un dialogo che, anche quando i fatti precipiteranno, resterà come percorso indelebile, modificando per sempre i loro sguardi. Ma in un mondo dove a dettare legge sono i poteri grandi e prevaricatori, un accadimento casuale tra due individui quanto inciderà nella Storia? E, ancora, in una società dove la risonanza mediatica pare essere la sola ad attribuire valore agli eventi, come si collocherà un percorso umano avvenuto lontano dagli schermi? In scena un cortocircuito tra ieri e oggi, tra integralismi e spiritualità, tra umanità e potere, tra individuo e società, tra realtà e video, in grado di aprire nuovi scenari e nuovi spunti di riflessione, ribaltando prospettive consolidate.

Note di drammaturgia

L’incontro tra san Francesco d’Assisi e il sultano Malik Al-Kamil fu simbolo, generò significati per molte epoche a venire. Non per questo fu meno reale. Ma si può senz’altro dire che quel fatto reale incarnò e diede luce alle tensioni e alle necessità dell’umanità in quel momento. Per questo ci fu tramandato e per questo generò la presenza secolare dei francescani in quelle terre. È un incontro che tocca la parte più profonda della nostra storia, in uno di quei punti che sono serviti a dare forma a quel che siamo oggi. Non potevo raggiungere il cuore di quell’incontro se non a tentoni. Ho costretto perciò i personaggi in circostanze tali da farli legare a quel fatto antico, di cui essi sono immagine offuscata. Per recuperare quelle parole, che Francesco semplicemente incarnava e perciò poteva ripetere sempre con verità, per poter avere il coraggio di parlarne a teatro oggi, ho dovuto essere sincera anche con l’aridità del nostro tempo. In un certo senso, sfidare l’aridità più subdola del nostro mondo contemporaneo. Ma stando anche di fronte a quel bisogno di amore e di giustizia, alla preziosa visione laica e a quella nostalgia di assoluto che è ugualmente parte del nostro presente. In questo senso lo sfondo di quell’incontro tra un cristiano e un musulmano è lo stesso allora come oggi. Ancora di più nella sua fragilità e nel suo mistero, che mai risolveremo.

Francesco conosce i meandri, i sogni e gli inganni che questi uomini mettono in campo. Ho desiderato che la vita di Francesco, il suo percorso tortuoso di crescita e di liberazione risuonasse nei personaggi. A volte in modo offuscato, a volte nitido, a volte goffo, a volte violento come una spada. Ho desiderato che attraverso i personaggi potessimo intuire quel risveglio che accadde a Francesco quando scese da cavallo e abbracciò il lebbroso. È un viaggio vertiginoso, che i nostri occhi occidentali, annebbiati dalle pallide cataratte degli -ismi religiosi e laici, buoni e cattivi che siano, faticano a mettere a fuoco. E d’altra parte non è possibile, fino in fondo, raccontare quella vertigine. Ma possiamo avvicinarci a tentoni, in qualche modo, con la vergogna di dirselo.

INFO

DOVE

Teatro Rosetum

Via Pisanello 1, Milano – MM Gambara

QUANDO

Dal 18 al 21 marzo 2019

Ore 21.00

BIGLIETTI

Intero 18,00 euro

Ridotto 15,00 euro (under 35, over 65, studenti di teatro e stesse convenzioni valide per lo Spazio Banterle consultabili sul sito www.incamminati.it)

PRENOTAZIONI

Tel. 0248707203

info@rosetum.it

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