Faust – La commedia è divina

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  • PRODUZIONETeatro de Gli Incamminati
  • TESTO DICarlo Rossi
  • REGIAFilarmonica Clown
  • INTERPRETI

    Valerio Bongiorno, Piero Lenardon, Carlo Rossi

  • IN COLLABORAZIONE CONLetizia Quintavalla, Bruno Stori, Piero Lenardon e Valerio Bongiorno
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‘Faust – La commedia è divina’ è uno spettacolo fine e raffinato in cui le tele di due capolavori vengono ritessute insieme e ne escono impreziosite da nuovi ricami. È un gioco che rende il ‘Faust’ e la ‘Divina Commedia’ meno metafisiche e irraggiungibili, dimostrando che anche con i classici si può ironizzare e far ridere.

Il Dante scrittore incontra Goethe, il Dante personaggio incontra Faust; da quell’incontro nasce il protagonista di questa commedia: Maurizio Cavallo, un uomo che vende l’anima al Diavolo pur di poter recitare per intero e senza interruzioni tutti i cento canti della ‘Divina Commedia’. È un’impresa a dir poco folle, ma lui, l’attore che ha siglato un patto con Satana pur di avere il successo e di essere acclamato dalle platee, non teme questa sfida estenuante. Quando, proprio sul più bello, ecco che entrano in scena due demoni in cerca dell’anima smarrita. La scena che all’inizio era vuota e nera, un leggio nel centro e qualche candela, prende improvvisamente vita e calore. La comicità esplode dal nulla, naturale e spontanea. I due demoni sono umanizzati e ridicolizzati, un po’ impacciati, insicuri, pavidi: sono i due demoni che non ti aspetti. Questo è un particolare tanto inaspettato quanto divertente.

Le battute escono a raffica, mirate e calcolate sulla falsariga della tradizione popolare: lo spettatore ripensa ad Aristofane e sorride. Non è una commedia banale, ma il frutto di un viaggio nel tempo; il testo affonda le radici nell’avanti Cristo, si poggia e si affida completamente ai classici di Goethe e Dante per riscoprire quanto questi siano ancora attuabili e adattabili alla vita di tutti i giorni; Carlo Rossi smonta le due opere pezzo per pezzo per ricostruirle trasformate e con nuovo lustro. Non manca una magistrale, direi magica, spiegazione della ‘Divina Commedia’: come presentare i suoi versi in maniera brillante, creativa e chiara. Lo spettatore ne esce arricchito: si sente un po’ Dante e un po’ Faust, quasi inebriato dalla Commedia, sereno e alleggerito. Ma soprattutto ha imparato una nuova lezione: la fama e il successo, le donne, lo champagne non fanno la felicità senza l’amore e i valori, ma soprattutto se non si comprende l’essenza ultima della vita umana.

Vivamente consigliato.