Aspettando Walter Chiari

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  • PRODUZIONETeatro de Gli Incamminati
  • DRAMMATURGIAFrancesca Sangalli
  • REGIAMarta Maria Marangoni
  • LUCIIvano Conti
  • MUSICHEFabio Wolf
  • INTERPRETI

    Andrea Maria Carabelli

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In scena alcune delle sue più famose barzellette e dei suoi più esilaranti sketch ma soprattutto il racconto della sua vita e dei suoi progetti per l’avvenire. In un progressivo svelamento delle sue intime emozioni, delle contraddizioni che lo abitano e delle fratture profonde che hanno mano a mano scalfito la sua personalità fino al tramonto. Uno spettacolo che si muove tra il piano simbolico e documentaristico, evocando esperienze artistiche poliedriche, a cavallo tra la Rivista (intesa come teatro di Varietà) e il film d’autore, attraversando Beckett, Zavattini, Visconti e la nascita della televisione. Si vuole, con questo spettacolo, rendere omaggio al grande attore teatrale e cinematografico Walter Chiari, dissipatore di creatività innata, di idee, fiumi parole, aneddotica, barzellette, un uomo che si donava sulla scena con una prodigalità eccezionale. Di lui si mette in luce l’assoluta genialità e la cristallina capacità istrionica, la grande inventiva drammaturgica, la straordinaria vita ai limiti del teatrale. Ciò che ci sembra unisca la maggior parte dei racconti mitici di Chiari è il tentativo, affidato di volta in volta ai singoli personaggi protagonisti, di parare i colpi della realtà con una serie di ricette teoriche, intuizioni precostituite, ideologie astratte. Tentativi che ogni volta vengono immancabilmente spiazzati dalla vita stessa, multiforme e irrazionale, mostrandoci, così, un’umanità fragile e incapace di controllarsi, immancabilmente esilarante. Gli spunti biografici sono stati raccolti in particolar modo dal libro “Walter Chiari- Un animale da palcoscenico”, scritto dal giornalista Michele Sancisi, un supporto indispensabile anche nella comprensione più profonda del personaggio e nella raccolta dei materiali e degli aneddoti meno conosciuti del grande attore.

Il demone di Andrea Carabelli è essenzialmente antinaturalista e si esprime nella sua eccellenza in quelle che Roland Barthes chiamò, in un saggio su Adamov, «situazioni di linguaggio». Da Manzoni a Beckett, da Gadda a Folengo, è là dove la lingua nella sua corporeità comincia ad agire, a fare gesti, ad animarsi che Carabelli trova la sua casa teatrale, il suo focolare. Da queste considerazioni, durante un viaggio in macchina diversi anni fa, nacque l’idea di questo spettacolo dedicato a Walter Chiari. O, meglio, a un lato del grande comico che rimase quasi sempre dietro le quinte delle sue apparizioni: quel lato nevrotico, preda di mille turbamenti, che produce una lingua alta e insieme rigida, sempre sul punto di andare in frantumi, tutta punteggiata di toni ufficial/burocratici, quasi militareschi ma al tempo stesso messi in ridicolo e, nel ridicolo, isolati nella loro bizzarra bellezza, come in certe opere di Enrico Baj. Da quell’idea Andrea è partito, trovando un’eccellente compagna di strada nella drammaturgia puntuale di Francesca Sangalli e nella regia di Marta Maria Marangoni. Insomma, è successo: segno che doveva succedere…(LUCA DONINELLI – scrittore, direttore artistico Teatro degli Incamminati)

Come tutte le manifestazioni compiute dell’arte Walter Chiari è di tutti. Ciascuno custodisce un proprio Walter interiore e nessuno avrà mai l’ultima parola su di lui. Io ci ho fatto un libro, il primo che ha tentato di raccontarlo, con parole e immagini, dopo un paio di decenni di oblio seguiti alla sua defilata morte. Altri gli hanno dedicato video ritratti, fiction televisive, film liberamente ispirati a episodi della sua vita, qualche omaggio teatrale, fiumi di articoli. Tutti diversi tra loro, tutti ben lontani dal contenere la sua complessità. Lo stesso Walter Chiari ha confuso il proprio autoracconto con un alter-ego fantastico nel suo delizioso libro “Quando spunta la luna a walterchiari, Semi-romanzo quasi-biografico”, o quando si è sdoppiato e triplicato al cinema, come nell’esilarante “Walter e i suoi cugini”.Ora Francesca Sangalli, preso atto della difficoltà della materia, ha saggiamente rinunciato in partenza all’idea del ritratto e ha costruito una elaborata drammaturgia non già su di lui ma sulla sua mitologia e divertente aneddotica. Chi ce la porgerà in scena, Andrea Carabelli, sarà un personaggio multiplo, un po’ Walter e un po’ no(i). In un limbo tra l’uomo e il suo mito, tra storia e leggenda, tra scena e fuori-scena. Un Walter-ego, appunto, da cui il titolo della pièce. Se l’autrice ha tratto elementi dalla mia ricerca, li ha fatti propri e li ha buttati ancora una volta nella vorticosa roulette del Walter, il cui esito è sempre imprevedibile e tiene tutti con il fiato sospeso. En attendant Walter! (MICHELE SANCISI – giornalista, biografo.)

Walter Chiari nato a Verona nel 1924 da famiglia pugliese, cresciuto a Milano, è stato il protagonista assoluto dell’intrattenimento italiano (teatro, radio, televisione, cinema) per tutti gli anni ’50 e ’60. Il declino ha coinciso con l’arresto per detenzione di stupefacenti nel 1970 (anno peraltro della nascita del figlio Simone avuto con Alida Chelli). Personaggio scomodo che nessun partito politico di quegli anni riuscì a sottomettere. Trovato senza vita in una stanza d’albergo il 20 dicembre 1991.

Andrea Maria Carabelli, attore e regista milanese, laureato in Lettere moderne con specializzazione in drammaturgia. Allievo del clown Carlo Rossi e dell’attore Sandro Lombardi, da anni collabora stabilmente con Franco Branciaroli e il Teatro degli Incamminati.