Inizio della pagina - Vai al Contenuto della pagina - Vai al Menu Principale - Vai alla pagina principale -
 
Sei in: Italiano > Compagnie Teatrali > FILARMONICA CLOWN > Repertorio > Faust
 

Passa a: Contenuto della pagina | Menu di navigazione | Collegamenti e funzioni


Contenuto della pagina

Faust

faust

Teatro de gli Incamminati - Teatro sul filo - Filarmonica Clown

FAUST
LA COMMEDIA è DIVINA

Testo
Carlo Rossi
Collaborazione al Progetto
Letizia Quintavalla Bruno Stori Filarmonica Clown

Regia
Filarmonica Clown

Con
Valerio Bongiorno
Piero Lenardon
Carlo Rossi

Scenotecnica e Luci
Luciano Mestriner
Alessandro Aresu
Costumi
Titta Gaggiati


l'avventura di un Faust-attore che ha venduto la propria anima al diavolo
Dopo aver vinto per la diciottesima volta consecutiva il premio assegnato al ‘miglior attore del mondo', Maurizio Cavallo decide di celebrare la nuova vittoria misurandosi in un'impresa impossibile: declamare integralmente, canto dopo canto, la Divina Commedia, "suprema espressione dell'arte drammatica". Ma due misteriosi cavalieri erranti giungono ad interrompere il suo istrionico viaggio nel mondo di Dante: sono due demoni, in cerca dell'anima smarrita e, per rintracciarla, chiedono aiuto proprio all'attore. La drammaticità assume improvvisamente un inevitabile risvolto comico. L'attore riesce a raggirare temporaneamente i demoni, convincendoli a firmare un contratto che gli consenta almeno di portare a termine la sua performance dantesca, ormai trasformata in un percorso personale ed in un'introspezione sull'esistenza, allietati da una piacevole comicità e dall'estro tipico della tradizione clownesca della Filarmonica.

ATTENZIONE ! ATTENZIONE !
A TUTTO IL PUBBLICO !
QUESTA SERA PRESSO IL GRANDE TEATRO DELLA NOSTRA CITTA', IL CELEBERRIMO ATTORE MAURIZIO CAVALLO RECENTEMENTE INSIGNITO DEL TITOLO DI MIGLIOR ATTORE DELL'ANNO, PER LA DICIOTTESIMA VOLTA CONSECUTIVA SI ESIBIRA' IN UNA PROVA UNICA E IRRIPETIBILE SFIDANDO LE LEGGI DELLA RESISTENZA UMANA, SIA NELLA FORMA FISICA CHE IN QUELLA PSICHICA.
INFATTI, IL SIGNOR CAVALLO DECLAMERA' LE IMMORTALI TERZINE E I PERENNI ENDECASILLABI DI QUELLA CHE E', UNANIMENTE, CONSIDERATA LA SUPREMA ESPRESSIONE DELL'ARTE DRAMMATICA, OVVERO, RECITERA' LA DIVINA COMMEDIA DI DANTE ALIGHIERI PER INTERO.
CON QUESTA STRAORDINARIA PERFORMANCE L'ATTORE CAVALLO VUOLE RENDERE OMAGGIO AL SUO AMATISSIMO PUBBLICO COINVOLGENDOLO IN UNA MEMORABILE MARATONA POETICA AFFINCHE' CIASCUNO DEI FORTUNATI PARTECIPANTI POSSA UN GIORNO PROCLAMARE A PIENO DIRITTO: "IO C'ERO!"
P.S.
POICHE' LO SPETTACOLO NATURALMENTE SI PROTRARRA' A LUNGO E' CONSIGLIATO, AL GENTILE PUBBLICO, DI MUNIRSI DI GENERI DI CONFORTO, ESSENDO IL SERVIZIO BAR TEMPORANEAMENTE CHIUSO.
Bruno Stori

La Commedia è divina

Come dire . Il Pranzo è servito . E il menù? Cosa si mangia di buono?
Animelle, ovviamente, e poi grand'attore allo spiedo con contorno di polli alla diavola o viceversa.
Sto divagando l'ammetto, quel che c'è, è, per così dire, un misto di Divina Commedia e Faust...
Andiamo al sodo e il sodo è che questo spettacolo parla di un'avventura, l'avventura del povero Cavallo. Sì, con la maiuscola perché è il cognome del protagonista, un attore che al principiar di una proclamata impresa titanica, la recita dell'intera Divina Commedia, deraglia miseramente travolto da due cavalieri della notte in cerca di un anima smarrita. E' chiaro ora? No, vero?
Eppure avventura è la parola giusta ! Non è forse un'avventura quella di Dante che dalla selva oscura giunge a riveder le stelle e da qui non la smette più di salire? Non è un'avventura quella di affrontare la lettura e l'interpretazione della Commedia con dei poveri diavoli?
Divago, divago... Eppure il punto è questo che la vita, e quindi anche il teatro, è una questione di vita o di morte. Per meno di così infatti si muore, cioè si perde l'anima, cioè se stessi e si perde anche la partita il che complessivamente, come gioco, non vale la candela....E allora spettatore che hai venduto l'anima preparati ai tempi supplementari e ai calci di rigore, potrebbe essere che anche a te, come a noi, la Commedia di Dante sembri scritta ieri mattina dal tuo vicino di casa.
Carlo Rossi

Quanto sapere vorremmo possedere e quante esperienze fare - quanti misteri desideriamo scoprire - e tutta una vita non basta- all'orizzonte avanzano schierate e bellicose l'ambizione e la megalomania della conoscenza.
L'avidità di avventura ci incalza, e così, ogni giorno nasce un Dottor Faust.
Si venderebbe però anche l'anima per conoscere i rimedi ai mali, le formule che salvano, i patti che danno pace ai cuori combattenti. Ma vendibile o no, com'è quest'anima? Cosa chiamiamo anima?
Walt Whitman ,dopo aver elencato tutte le parti del corpo, termina la poesia "Figli d'Adamo" così:
"Oh, io dichiaro che queste non sono soltanto le parti e la poesia del corpo, ma anche dell'anima
Oh, vi assicuro, tutto questo è l'anima"
Letizia Quintavalla


Faust di periferia

Ci si vende l'anima per una sorta di stizza verso le tragicomiche storture nostre e del mondo, dopo aver bestemmiato per l'ennesima volta contro il Capomastro per il lavoro malfatto e che non si riesce a riaggiustare. Ma il tempo passa e tempi di consegna sono quelli e il progetto, il nostro progetto, subisce una serie infinita e ridicola di varianti ma non si arriva al dunque. Calcoliamo,misuriamo a vuoto,ripassiamo con la nostra matita le cifre del dare e avere all'infinito nervosamente,ma i conti non tornano.
La stizza si trasforma in una petulante e mediocrissima accidia, macchè bellezza, poesia, infinito... pirlate direbbe il barsport della nostra anima: vogliamo tutto e subito.
E allora si passa al nero, ci si vende l'anima. Questo fa il grande attore Cavallo in questa nostra commedia in cambio della fama e della grandezza, ma quando c'è da consegnare l'anima al diavolo qualcosa non torna, anche stavolta la procedura,il patto,il contratto s'inceppa. Ancora una volta ci siamo illusi di aver chiuso il discorso, noi. Il povero Cavallo, Faust di periferia
Piero Lenardon

Ma perché no!?

Un ultimo sforzo, mettendoci l'anima, e poi è finita. Ne valeva la pena?
Il dubbio è un macigno che tende a rotolare, è impossibile solo pensare di trattenerlo.
Il languore che ci svuotava non è stato colmato, è ancora lì che rode dentro.
Niente ha potuto né un Amore Vero, né il Bene o la Bellezza, la Passione.
Ma quanto è leggera questa mia anima! Leggera come il riso di un Dio bambino, leggera come il riso che tesse una tela impedendoci di precipitare.
Ora è tardi, aperto il sipario, davanti al pubblico, caro amico te la devi giocare tutta fino in fondo la partita, che non è solo la tua ma anche la nostra.
Dice il Poeta : Solo quel che arde diventa cenere/ Tu mi sfiorasti e io divenni cenere / Così dice l'Amante e il Credente

Recensioni
di Joe Venale
Titolo: Faust - La commedia è divina
di Carlo Rossi
Produzione: Filarmonica Clown
Regia: Filarmonica Clown
Con: Valerio Bongiorno, Piero Lenardon, Carlo Rossi

MILANO - Faust - La commedia è divina è uno spettacolo fine e raffinato in cui le tele di due capolavori vengono ritessute insieme e ne escono impreziosite da nuovi ricami. È un gioco che rende il Faust e la Divina Commedia meno metafisiche e irraggiungibili, dimostrando che anche con i classici si può ironizzare e far ridere. Il Dante scrittore incontra Goethe, il Dante personaggio incontra Faust; da quell'incontro nasce il protagonista di questa commedia: Maurizio Cavallo, un uomo che vende l'anima al Diavolo pur di poter recitare per intero e senza interruzioni tutti i cento canti della Divina Commedia. È una impresa a dir poco folle, ma lui, l'attore che ha siglato un patto con Satana pur di avere il successo e di essere acclamato dalle platee, non teme questa sfida estenuante. Quando, proprio sul più bello, ecco che entrano in scena due demoni in cerca dell'anima smarrita. La scena che all'inizio era vuota e nera, un leggio nel centro e qualche candela, prende improvvisamente vita e calore. La comicità esplode dal nulla, naturale e spontanea. I due demoni sono umanizzati e ridicolizzati, un po' impacciati, insicuri, pavidi: sono i due demoni che non ti aspetti. Questo è un particolare tanto inaspettato quanto divertente. Le battute escono a raffica, mirate e calcolate sulla falsa riga della tradizione popolare: lo spettatore ripensa ad Aristofane e sorride. Non è una commedia banale, ma il frutto di un viaggio nel tempo; il testo affonda le radici nell'avanti Cristo, si poggia e si affida completamente ai classici di Goethe e Dante per riscoprire quanto questi siano ancora attuabili e adattabili alla vita di tutti i giorni; Carlo Rossi smonta le due opere pezzo per pezzo per ricostruirle trasformate e con nuovo lustro. Non manca una magistrale, direi magica, spiegazione della Divina Commedia: come presentare i suoi versi in maniera brillante, creativa e chiara. Lo spettatore ne esce arricchito: si sente un po' Dante e un po' Faust, quasi inebriato dalla Commedia, sereno e alleggerito. Ma soprattutto ha imparato una nuova lezione: la fama e il successo, le donne, lo champagne non fanno la felicità senza l'amore e i valori, ma soprattutto se non si comprende l'essenza ultima della vita umana.

Vivamente consigliato.

Eco di Bergamo 5-11-2006 recensione di Pier Giorgio Nosari
recensione
|Fine dei contenuti|
| Torna a Inizio della pagina |

Menu di navigazione

Pagina superiore: | Repertorio |

Aree principali del sito: | Stagione 2011-2012 | Storia | Rassegna stampa | Franco Branciaroli | Compagnie Teatrali


Collegamenti e funzioni

Collegamenti: | Come raggiungerci | Link utili | Credits | Aiuto | Mappa Sito | Newsletter | Area Riservata |

Funzioni: |
Versione standard | Stampa | rimpicciolisci testo | normalizza testo | ingrandisci testo |