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Il mio amico sa volare

kabel e nina

FILARMONICA CLOWN-TEATRO SUL FILO

IL MIO AMICO SA VOLARE

"A volte pensiamo che dovremmo essere capaci di sapere tutto, ma non è così. Dobbiamo accontentarci di vedere quello che c'è da vedere e il resto dobbiamo immaginarlo."

Spettacolo ispirato al romanzo "Skellig" di David Almond ed. Salani
Un grazie a Wim Wenders e a Peter Handke per quei primi meravigliosi venti minuti del film
"Il Cielo Sopra Berlino"

di e con
VALERIO BONGIORNO
VIRGINIA ZINI
PIERO LENARDON

scene e costumi
VALERIO BONGIORNO e ALESSANDRO ARESU
in collaborazione con
CORSO DI TECNICI DI PALCOSCENICO della FONDAZIONE GALLARATE e GIOVANNI LUPO
luci e suoni
MATTEO CRESPI
Età consigliata: 7/11 anni
durata 60 minuti

L'amicizia è spesso la storia di uno strano e inaspettato incontro. Sono quegli incontri di cui non riesci a capirne il senso se non alla fine, quasi fuori tempo massimo. E solo allora illuminano tutto. E' una storia che assomiglia a una corsa senza fiato con ostacoli.
Così Alex ricorda e racconta di Quando il tempo era bambino... e lui era bambino come il tempo...
... Alex sta vivendo un momento difficile: un trasloco faticoso lo ha portato lontano dagli amici e dai luoghi a lui cari e conosciuti, il babbo ha poco lavoro e infine una sorellina è arrivata da poco...
In questo momento così confuso scopre, nascosto nella vecchia baracca di fianco alla casa, un misterioso e bizzarro personaggio: Kabel...
Kabel sarà complice e testimone dell'incontro tra Alex e Nina, una simpatica bambina amica di merli e candidi rapaci notturni e appassionata dei versi del poeta William Blake, e della nascita della loro amicizia. Un'amicizia che proverà anche la paura del distacco.
Kabel senza quasi una parola accompagnerà Alex verso l'intelligenza degli affetti.
La Bellezza che consola e salva e ci fa ridere e guarisce e fa crescere uomini e donne che sanno raccontare è il tema di questa piccola storia di formazione.
Una storia raccontata con gli strumenti del teatro, innanzitutto: il gioco degli attori in scena, l'ironia il divertimento, lo spazio scenico segnato dalla scenografia, dalle luci e dalla musica che è parte della drammaturgia, scansione temporale e soggetto agente nella messa in scena.


Note allo spettacolo di Piero Lenardon (Kabel)
Tuoni di folgore, spade fiammeggianti in mano, riccioli biondi, bianche vesti...così li vedevo stampati sul catechismo da bambino e mi facevano un po' paura, dico degli angeli. Ma mi dicevano, forse per tranquillizzarmi, che non c'erano solo gli angeli vendicatori ma esistevano angeli più quotidiani che avevano in custodia la nostra vita di ogni giorno, ci preservavano dal male e da ogni pericolo fisico, stavano notte e giorno accanto a noi. Allora in alcuni momenti, quando mi ricordavo di loro, non avevo paura.
Ora sono grande ho ricominciato ancora a credere che gli angeli possano esistere. Ma devono avere delle differenze con quelli in cui credevo da bambino: sono strani e non propriamente belli, forse anche buffonescamente emarginati da tutti. Simili a quelle persone che ci infastidiscono bonariamente con quel loro candore ingenuo. Te li senti vicini e, talvolta in maniera tragica, all'improvviso si rivelano, direttamente o indirettamente, fondamentali per il bene della tua vita. Ultimamente mi è accaduto di chiamarli angeli.
Kabel, il personaggio che interpreto, è uno di questi tipi, anche se un po' speciale. Sicuramente il suo lavoro è aiutare gli altri fra mille maldestri svolazzi. Ora non son proprio sicurissimo che gli angeli esistano, di sicuro so che in questo mondo, noi tutti dobbiamo essere angeli gli uni degli altri per avere un po' di felicità e non trasformarsi in feroci, solitari lupi in attesa nel bosco nero, quand'anche questo bosco si chiamasse: potere, economia, scienza e aggiungete voi il resto. Comunque, se gli angeli esistono, chiedo a loro, a tutti loro, dunque anche a Kabel, che (forse chiedo troppo?) alla fine di tutto ci dicano che è stato bellissimo e perché. Vedremo, e speriamo che parlar d'angeli non diventi un'altra noiosa moda.

Riferimenti bibliografici:
"Skellig" di David Almond ed. Salani 2009
Poesie di William Blake
Parte iniziale del film "Il cielo sopra Berlino", la poesia "Lied von Kindsein" di Peter Handke
"Tea Patata" di Donatella Zilotto ed. Feltrinelli, 2003
Ispirazione dagli haiku, una forma di componimento poetico della tradizione giapponese dal 1600 in poi

Riferimenti musicali:
"Here came the warm jets" (Brian Eno)
"By the river" (Brian Eno)
"Jesus's blood never failed me" (Gavin Bryars)
Il capriccio (Nicolò Paganini)
"An ending - The Ascent" (Brian Eno)

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