MotoTeatro

Ogni volta che il Teatro, chiuse le porte di casa, si mette per strada con carri e carretti è segno che qualcosa sta per succedere. Ci si misero i Macedoni, ci si mise Cromwell. Stavolta ci si è messo il covid-19. Il Teatro ritorna nomade, come fu all’inizio di questa arte vecchia come l’Uomo: l’arte di guardarsi, di riconoscersi, talora provando orrore, altre volte ricevendo una inaspettata consolazione.
Fin dalla sua nascita, uno solo è stato l’obiettivo del Teatro: dirci chi siamo. E se le sale teatrali chiudono tocca a noi, gente di teatro, andare per la città, per incontrare il nostro amato pubblico, e parlare con lui come abbiamo sempre fatto.
Così anche noi ci mettiamo in strada con il palcoscenico più piccolo del mondo: un’Apecar, l’umile (ma anche mitica) treruote che da oltre mezzo secolo porta gelati, merci e lavoro per la città. Con tutta la vita che è passata sopra il cassone dell’Ape, nulla ci sembrava più adatto per trasportare la merce che il Teatro può offrire a tutti: i propri volti, le proprie storie, le proprie parole, che sono insieme sogno e realtà, emozione e pensiero, corpo e anima.

Insomma, ci stiamo mettendo in moto, un MotoTeatro.

MotoTeatro Oscar 2020