Lettere a Nour

di Rachid Benzine

11

Aprile
COPRODUZIONE
Emilia Romagna Teatro Fondazione
Centro Teatrale Bresciano
Teatro de Gli Incamminati
TESTO DI
Rachid Benzine
TRADUZIONE
Anna Bonalume
REGIA
Giorgio Sangati
SCENE
Alberto Nonnato
COSTUMI
Gianluca Sbicca
LUCI
Vincenzo Bonaffini
MUSICHE
trio Mothra
INTERPRETI
Franco Branciaroli
Marina Occhionero
IN COLLABORAZIONE CON
Ravenna Festival

Nour ha vent’anni quando decide di partire improvvisamente, abbandonando la sua vita di studentessa brillante per raggiungere l’Iraq e sposare un combattente del nascente Stato Islamico conosciuto su internet. Suo padre è un professore universitario, un teologo islamico illuminista e progressista che ha cresciuto la figlia da vedovo e ora si ritrova solo.

Nour ha voglia di cambiare il mondo, di agire, di mettere in atto tutto quello che ha studiato e imparato dal padre, a cui rinfaccia di essersi chiuso in un’asfittica torre d’avorio fatta di libri e certezze, senza più rapporto con la realtà.
Il padre vorrebbe solo che la figlia tornasse a casa, al sicuro, che si rendesse conto dell’orrore, del paradosso di una visione del mondo basata sulla violenza e sull’odio.
Evoluzione e stasi, deriva e blocco, giovinezza e vecchiaia, ribellione e orgoglio: due sguardi sul reale antitetici, due punti di vista sull’islam indagati senza pregiudizi.
Due anni di corrispondenza, due anni di scontro e amore.

Note

«Sto lavorando da mesi su una domanda fastidiosa una domanda che rimbalza sempre indietro come un’emicrania, ricorrente e familiare. Perché giovani uomini e giovani donne, nati nel mio stesso paese, dalla mia stessa cultura, decidono di partire per un paese in guerra e di uccidere in nome di un Dio che è anche il mio? Questa domanda violenta ha assunto una nuova dimensione la sera del 13 novembre 2015: una parte di me aveva appena attaccato un’altra parte di me, seminando morte e dolore. Come vivere con questo tormento? In risposta, a poco a poco, è nato un dialogo epistolare tra un padre-filosofo e sua figlia, partita per la jihad… Questo dialogo è impossibile, difficile, immaginavo».

Rachid Benzine

Le nostre produzioni